FOTO
Giorgia, Gli Anni Universitari: Il Massaggio In Casa Dell'avvocato
Giorgia reclinò il capo e decise di cedere al desiderio e all'intraprendenza della compagna di studi, mentre Giada continuava a muovere le mani con scioltezza ed abilità, dando prova di esperienza nei rapporti saffici, nonostante la giovane età.
«Ah, mi sto eccitando da morire...mi sto bagnando, continua a toccarmi il clitoride, sei divina» le parole rivolte a Giada che, anche lei presa da una furiosa eccitazione, cominciò a tormentare la propria vagina.
La testa di Giorgia, presto, fu un tumulto di pensieri e sensazioni mai provate prima: cominciò a sospirare, poi un leggero affanno smorzò il suo respiro, quindi iniziò un mugolio lento, ma costante...
La scena era estremamente eccitante: due ragazze, supine sul letto, impegnate a concedersi reciprocamente piacere, a dedicare tempo e passione al corpo e ai sensi, a sperimentare nuovi percorsi di seduzione.
A quel punto, mentre Giada non dava tregua alla sua vagina ed aveva iniziato una lenta ma inesorabile penetrazione della fichetta con le sue dita, Giorgia afferrò, con decisione, le grosse tette dell'amica ed iniziò a palparle con foga.
«Hai delle tette che sono un sogno, chissà quanti ragazzi ci sbavano dietro...»
«Anche tu hai delle tette molto belle...», rispose Giada prima di posare la sua linguetta su uno dei due capezzoli.
La bocca di Giada, come fosse una ventosa, non desisteva dai seni della compagna, mentre una mano continuava a muoversi sulla fica dalla quale adesso colavano, abbondanti, gli umori.
«Ti prego Giada, continua, fammi godere, ho bisogno di un orgasmo, continua a toccarmi...», prese a piagnucolare la matricola di Giurisprudenza, totalmente rapita dai sensi, perduta nei meandri nascosti del piacere.
L'amica e compagna di studi non si fece pregare e continuò un movimento cadenzato sulla fica che presto portò Giorgia al culmine.
«Oh cazzo, sto venenedo, ancora, non ti fermare, muovi la mano, ancora su, oh mio Dio, ancora, sì, ancora, ti amo, ti amo, ti amo...vengo...» e si abbandonò, a gambe aperte, sul letto.
Giada osservava trionfante la scena, convinta di avere donato all'amica un piacere nuovo ed intenso, ma non aveva nessuna intenzione di rimanere a bocca asciutta e adesso reclamava la sua dose di piacere, con presunzione e arroganza, con il fare tipico di una donna che sa che quello che vuole .
«Giorgia, anche io sono un lago, vieni qui e ricambiami il servizio», disse aprendosi in un sorriso invitante, ma che non ammetteva repliche o, peggio, tentennamenti.
Anche se esausta, Giorgia non si tirò indietro, non poteva, così fece distendere la compagna di giochi e portò la sua boccuccia sulla sua fica, iniziando a leccarla in maniera ritmica in tutta la sua lunghezza, alternando bacetti sul clitoride, morsetti e profonde leccate.
Giada gradiva in modo evidente.
«Sembri una lesbicona di grande esperienza, me la stai distruggendo questa fica, lecchi come una troiona...», le sue parole, mentre stringeva un cuscino tra le mani ed alzava il bacino in continuazione.
L'impegno di Giorgia era evidente: portò le sue mani sui seni dell'amica ed iniziò a martoriare i capezzoli, mentre con la lingua continuava un saliscendi sulla fica ormai aperta ed invitante. Il passo successivo fu inevitabile: giunse due dita ed iniziò a pentrare la fica di Giada con convinzione ed impeto, strappando alla ragazza gridolini di soddisfazione ed inviti a continuare con la stessa intensità.
Il rapporto presto divenne incandescente e Giorgia, quasi non riconoscendosi più, iniziò pure ad insultare l'altra ragazza...
«Io sarò pure una lesbicona, ma tu sei una vacca, una troia insaziabile, che si porta a letto le amiche per farle la fica, ma te la distruggo questa fichetta, puttana che sei...»
«Voglio essere la tua puttana, spaccami, anche a te piace farti fare la fica, sei troia come me, forse anche di più dietro quell'arietta da brava ragazza...», rispose, sospirando, Giada.
Le due ragazze non si davano tregua.
«Sei solo una porca, chissà quante te ne sei fatte...», lasciò cadere Giorgia, in visibilio.
«Quasi tutte le mie compagne di scuola, una volta in gita anche due, ma tu sei la più porca di tutte...», ribattè Giada che sentiva salire l'orgasmo e sospirava intensamente.
Giorgia continuava a "martellare" la fica di Giada che presto esplose in un orgasmo squassante, abbandonandosi anche lei sfatta e soddisfatta sul letto.
«Mamma mia, ho goduto tantissimo...che bello, sei stata brava, sembri una veterana», disse dopo alcuni minuti, ripresa dall'orgasmo.
Le due ragazze adesso stavano l'una accanto all'altra, accarezzandosi delicatamente, mentre sul tavolo della stanzetta i libri rimanevano aperti.
Erano quasi le due, quando Giada propose di fare una doccia insieme e poi andare fuori a mangiare qualcosa.
Le due ragazze entrarono in bagno e, quasi come fosse un appendice del rapporto appena consumato, continuarono sotto l'acqua a sfregarsi le tette e a toccarsi la patatina, strappandosi, reciprocamente, sorrisetti e cenni di approvazione.
Una volta in strada, fu Giorgia, questa volta con un velo di pudore a riprendere l'argomento e a chiedere alla collega se lei avesse, frequentemente, rapporti lesbici.
Giorgia rispose senza farsi scrupoli:«Era da un po', l'ultima volta, prima dell'estate sono stata con Mariella...»
«Chi è Mariella ?», fu la domanda spontanea della compagna di studi.
«Un'amica di mia mamma, insegnante di pianoforte...»
«Ma che dici ?»
«Sì, è una donna matura, ha poco più di 50 anni, ma è una lesbica incallita, nei nostri rapporti usa uno strap-on e le piace penetrarmi, la cosa le dà piacere...»
Quell'immagine stordì Giorgia che mai poteva immaginare una cosa del genere. Pensava, infatti, che Giada avesse sperimentato l'amore omosessuale solo con sue coetanee, ma che mai avesse avuto rapporti con donne più grandi. Rimase, fortemente, incuriosita.
«Posso sapere di più o sono indiscreta ?»
«Dimmi...non c'è problema».
«Ma com'è nata questa cosa ?»
«Durante l'ultimo anno di Liceo; volevo studiare piano, ma poi la voglia mi è passata, fu una cosa così, una curiosità...la prima volta accadde un pomeriggio a casa sua...»
«Raccontami...»
«Sì, un pomeriggio, stavo prendendo lezioni, quando lei iniziò a sfiorare, apparentemente in maniera casuale, i miei seni con le sue mani delicate...io non rimasi turbata e lei se ne accorse e, a bruciapelo, mi chiese se mi piacesse farmi toccare il seno...»
«E tu ?»
Giada, dopo un attimo di pausa, rispose:«Le dissi che avevo avuto già rapporti con altre ragazze e sei lei voleva poteva toccrami le tette, dissi così, le tette...»
Giorgia, ormai, non stava più nella pelle e voleva conoscere tutti i dettagli, incalzando la compagna perchè scendesse nei particolari.
«Lei, allora, mi disse di alzarmi dallo sgabello, mi prese per mano, e mi portò sul divano, in salotto: lì, mi tolse la giacchetta che indossavo, lasciandomi con la maglietta; poi, con molta delicatezza, mi tolse anche quella ed iniziò a muovere con prudenza le mani sul reggiseno. Quando io abbandonai il capo sullo schienale, dando un evidente segno di approvazione, lei liberò il mio seno ed inizio a toccarmi le tette...sembrava stregata, le guardava con occhi di brace, come indemoniata, e continuava a ripetere: che belle, che belle tette che hai...toccandosi allo stesso tempo le sue, che sono molto grosse e con un'areola enorme, oltre ad un capezzolo che sembra un chiodo lungo...
Giorgia, a quelle parole, iniziò ad eccitarsi e Giada se ne accorse.
«Ti piace, eh, maialina ?», la sorprese Giada.
Giorgia sorrise e chinò il capo in segno di consenso.
Le due ragazze erano giunte al bar «Etna» dove avrebbero fatto colazione. Giorgia si sentiva leggera e straniata, Giada sicura e consapevole.
Entrambe coltivavano pensieri lubrici e pieni di fantasie.
Per Giorgia era l'inizio di un nuovo e sempre eccitante percorso sessuale. .
«Ah, mi sto eccitando da morire...mi sto bagnando, continua a toccarmi il clitoride, sei divina» le parole rivolte a Giada che, anche lei presa da una furiosa eccitazione, cominciò a tormentare la propria vagina.
La testa di Giorgia, presto, fu un tumulto di pensieri e sensazioni mai provate prima: cominciò a sospirare, poi un leggero affanno smorzò il suo respiro, quindi iniziò un mugolio lento, ma costante...
La scena era estremamente eccitante: due ragazze, supine sul letto, impegnate a concedersi reciprocamente piacere, a dedicare tempo e passione al corpo e ai sensi, a sperimentare nuovi percorsi di seduzione.
A quel punto, mentre Giada non dava tregua alla sua vagina ed aveva iniziato una lenta ma inesorabile penetrazione della fichetta con le sue dita, Giorgia afferrò, con decisione, le grosse tette dell'amica ed iniziò a palparle con foga.
«Hai delle tette che sono un sogno, chissà quanti ragazzi ci sbavano dietro...»
«Anche tu hai delle tette molto belle...», rispose Giada prima di posare la sua linguetta su uno dei due capezzoli.
La bocca di Giada, come fosse una ventosa, non desisteva dai seni della compagna, mentre una mano continuava a muoversi sulla fica dalla quale adesso colavano, abbondanti, gli umori.
«Ti prego Giada, continua, fammi godere, ho bisogno di un orgasmo, continua a toccarmi...», prese a piagnucolare la matricola di Giurisprudenza, totalmente rapita dai sensi, perduta nei meandri nascosti del piacere.
L'amica e compagna di studi non si fece pregare e continuò un movimento cadenzato sulla fica che presto portò Giorgia al culmine.
«Oh cazzo, sto venenedo, ancora, non ti fermare, muovi la mano, ancora su, oh mio Dio, ancora, sì, ancora, ti amo, ti amo, ti amo...vengo...» e si abbandonò, a gambe aperte, sul letto.
Giada osservava trionfante la scena, convinta di avere donato all'amica un piacere nuovo ed intenso, ma non aveva nessuna intenzione di rimanere a bocca asciutta e adesso reclamava la sua dose di piacere, con presunzione e arroganza, con il fare tipico di una donna che sa che quello che vuole .
«Giorgia, anche io sono un lago, vieni qui e ricambiami il servizio», disse aprendosi in un sorriso invitante, ma che non ammetteva repliche o, peggio, tentennamenti.
Anche se esausta, Giorgia non si tirò indietro, non poteva, così fece distendere la compagna di giochi e portò la sua boccuccia sulla sua fica, iniziando a leccarla in maniera ritmica in tutta la sua lunghezza, alternando bacetti sul clitoride, morsetti e profonde leccate.
Giada gradiva in modo evidente.
«Sembri una lesbicona di grande esperienza, me la stai distruggendo questa fica, lecchi come una troiona...», le sue parole, mentre stringeva un cuscino tra le mani ed alzava il bacino in continuazione.
L'impegno di Giorgia era evidente: portò le sue mani sui seni dell'amica ed iniziò a martoriare i capezzoli, mentre con la lingua continuava un saliscendi sulla fica ormai aperta ed invitante. Il passo successivo fu inevitabile: giunse due dita ed iniziò a pentrare la fica di Giada con convinzione ed impeto, strappando alla ragazza gridolini di soddisfazione ed inviti a continuare con la stessa intensità.
Il rapporto presto divenne incandescente e Giorgia, quasi non riconoscendosi più, iniziò pure ad insultare l'altra ragazza...
«Io sarò pure una lesbicona, ma tu sei una vacca, una troia insaziabile, che si porta a letto le amiche per farle la fica, ma te la distruggo questa fichetta, puttana che sei...»
«Voglio essere la tua puttana, spaccami, anche a te piace farti fare la fica, sei troia come me, forse anche di più dietro quell'arietta da brava ragazza...», rispose, sospirando, Giada.
Le due ragazze non si davano tregua.
«Sei solo una porca, chissà quante te ne sei fatte...», lasciò cadere Giorgia, in visibilio.
«Quasi tutte le mie compagne di scuola, una volta in gita anche due, ma tu sei la più porca di tutte...», ribattè Giada che sentiva salire l'orgasmo e sospirava intensamente.
Giorgia continuava a "martellare" la fica di Giada che presto esplose in un orgasmo squassante, abbandonandosi anche lei sfatta e soddisfatta sul letto.
«Mamma mia, ho goduto tantissimo...che bello, sei stata brava, sembri una veterana», disse dopo alcuni minuti, ripresa dall'orgasmo.
Le due ragazze adesso stavano l'una accanto all'altra, accarezzandosi delicatamente, mentre sul tavolo della stanzetta i libri rimanevano aperti.
Erano quasi le due, quando Giada propose di fare una doccia insieme e poi andare fuori a mangiare qualcosa.
Le due ragazze entrarono in bagno e, quasi come fosse un appendice del rapporto appena consumato, continuarono sotto l'acqua a sfregarsi le tette e a toccarsi la patatina, strappandosi, reciprocamente, sorrisetti e cenni di approvazione.
Una volta in strada, fu Giorgia, questa volta con un velo di pudore a riprendere l'argomento e a chiedere alla collega se lei avesse, frequentemente, rapporti lesbici.
Giorgia rispose senza farsi scrupoli:«Era da un po', l'ultima volta, prima dell'estate sono stata con Mariella...»
«Chi è Mariella ?», fu la domanda spontanea della compagna di studi.
«Un'amica di mia mamma, insegnante di pianoforte...»
«Ma che dici ?»
«Sì, è una donna matura, ha poco più di 50 anni, ma è una lesbica incallita, nei nostri rapporti usa uno strap-on e le piace penetrarmi, la cosa le dà piacere...»
Quell'immagine stordì Giorgia che mai poteva immaginare una cosa del genere. Pensava, infatti, che Giada avesse sperimentato l'amore omosessuale solo con sue coetanee, ma che mai avesse avuto rapporti con donne più grandi. Rimase, fortemente, incuriosita.
«Posso sapere di più o sono indiscreta ?»
«Dimmi...non c'è problema».
«Ma com'è nata questa cosa ?»
«Durante l'ultimo anno di Liceo; volevo studiare piano, ma poi la voglia mi è passata, fu una cosa così, una curiosità...la prima volta accadde un pomeriggio a casa sua...»
«Raccontami...»
«Sì, un pomeriggio, stavo prendendo lezioni, quando lei iniziò a sfiorare, apparentemente in maniera casuale, i miei seni con le sue mani delicate...io non rimasi turbata e lei se ne accorse e, a bruciapelo, mi chiese se mi piacesse farmi toccare il seno...»
«E tu ?»
Giada, dopo un attimo di pausa, rispose:«Le dissi che avevo avuto già rapporti con altre ragazze e sei lei voleva poteva toccrami le tette, dissi così, le tette...»
Giorgia, ormai, non stava più nella pelle e voleva conoscere tutti i dettagli, incalzando la compagna perchè scendesse nei particolari.
«Lei, allora, mi disse di alzarmi dallo sgabello, mi prese per mano, e mi portò sul divano, in salotto: lì, mi tolse la giacchetta che indossavo, lasciandomi con la maglietta; poi, con molta delicatezza, mi tolse anche quella ed iniziò a muovere con prudenza le mani sul reggiseno. Quando io abbandonai il capo sullo schienale, dando un evidente segno di approvazione, lei liberò il mio seno ed inizio a toccarmi le tette...sembrava stregata, le guardava con occhi di brace, come indemoniata, e continuava a ripetere: che belle, che belle tette che hai...toccandosi allo stesso tempo le sue, che sono molto grosse e con un'areola enorme, oltre ad un capezzolo che sembra un chiodo lungo...
Giorgia, a quelle parole, iniziò ad eccitarsi e Giada se ne accorse.
«Ti piace, eh, maialina ?», la sorprese Giada.
Giorgia sorrise e chinò il capo in segno di consenso.
Le due ragazze erano giunte al bar «Etna» dove avrebbero fatto colazione. Giorgia si sentiva leggera e straniata, Giada sicura e consapevole.
Entrambe coltivavano pensieri lubrici e pieni di fantasie.
Per Giorgia era l'inizio di un nuovo e sempre eccitante percorso sessuale. .




















































0 commenti:
Posta un commento